Il Centro diurno Porte Aperte Aldo Tanas è un progetto di accoglienza a bassa soglia rivolto a persone che hanno necessità di vivere un momento di tregua rispetto alla propria dipendenza da sostanze.

È uno spazio protetto e flessibile dove poter “tirare il fiato”, essere accolti e stimolati a pensare che si possono maturare scelte diverse, cogliere opportunità e sviluppare percorsi possibili di autonomie.

Descrizione della struttura:

Porte Aperte è un appartamento situato nel Quartiere 5 del comune di Firenze in via del Romito 19. La sede è costituita da: ingresso, disimpegno, lavanderia, medicheria, wc accessibile, 1° antibagno-lavabo, guardaroba-bagagli, locale cucina-pranzo-soggiorno-socializzazione, 2° disimpegno, 2° antibagno-lavabo, doccia-wc, laboratorio, ufficio. La sede dispone inoltre di un giardino per le attività all’aperto. La capacità ricettiva è di 12 posti.

Accesso al Centro:

Il Centro è aperto da lunedì a venerdì dalle 11.00 alle 17.00

Si può arrivare per:

Accesso diretto - Richiesta personale libera da patti terapeutici. Invii, formali e informali da parte dei Servizi (Ser.T, Servizi Sociali del Comune, Reparti Malattie Infettive, Tossicologia, Unità di Strada, Rete sociale territoriale, Centro Servizio Sociali Adulti, Enti Ausiliari, Operatori del carcere),  e da “pari".

Tempi:

Per permettere un turn over delle presenze, data la ridotta capacità recettiva del centro, è previsto che il periodo di frequentazione del Centro sia di novanta giorni. Nel caso di un’evoluzione nella progettualità della persona, il periodo può essere prolungato per permettere l’accompagnamento al programma concordato. Per le persone straniere non in regola con il permesso di soggiorno, per le quali risulta oggettivamente più complesso accedere presso altre strutture di accoglienza ed intraprendere un percorso personale di emancipazione (lavoro, alloggio, presa in carico sociale da parte dei servizi territoriali), tali tempi di permanenza non sono vincolanti .

Destinatari:

Persone italiane e straniere che versano in condizioni di marginalità estrema coinvolti nell’uso/abuso di sostanze stupefacenti (senza fissa dimora, gruppi di giovani che vivono in condizioni di nomadismo, dimessi da strutture sanitarie, penitenziarie, comunità, ecc.)

Obiettivi:

  • Promozione dell’acquisizione di comportamenti di salvaguardia della propria e altrui salute;
  • Aggancio (contattare il maggior numero di persone con problemi di marginalità sociale per fornire loro informazioni sia di tipo preventivo che di orientamento ai servizi);
  • Accoglienza (offerta alle persone in difficoltà di una possibilità di tregua, attraverso l’erogazione di servizi primari);
  • Ridefinizione dei bisogni e definizione di progetti individuali;
  • Facilitazione dell’accesso ai servizi (mediazione tra la persona tossicodipendente e i servizi della rete sociale);
  • Attivazione di percorsi mirati ad un processo di regolarizzazione sociale (documenti, ecc.);
  • Contenimento dei comportamenti devianti correlati all’uso di sostanze;
  • Promozione di occasioni di socializzazione;
  • Lavoro di Rete (consolidamento dei rapporti e implementazione della rete territoriale di riferimento);
  • Monitoraggio della popolazione bersaglio e delle risorse esistenti.

Metodologia di intervento

La metodologia applicata è quella degli interventi “a bassa soglia” cioè quella di favorire al massimo l’accesso al Servizio, rinunciando alle soglie di ingresso e di accesso alle prestazioni offerte sia dal punto di vista burocratico (residenza, nazionalità, invio da altri servizi ecc.) sia dal punto di vista della presa in carico (sigla di patti terapeutici, obblighi di intervista, motivazioni al contatto ecc.).  Il concetto di bassa soglia, tuttavia, si connota soprattutto come maggiore vicinanza e possibilità di entrare in relazione e si avvale di strumenti operativi quali l’accoglienza, l’ascolto, la relazione, la mediazione sociale e la mediazione culturale.

Attività svolte

  • Sensibilizzazione verso una maggiore cura di sé e identificazione dei bisogni sanitari;
  • Presa in carico della propria situazione sanitaria rispetto ai rischi correlati alla tossicodipendenza;
  • Ascolto in un contesto non medicalizzato, motivante ed accogliente;
  • Colazione, pranzo, merenda, lavanderia, doccia e cambio di biancheria intima;
  • Distribuzione di presidi sanitari (siringhe, profilattici, materiali per medicazioni, ecc…);
  • Orientamento verso le opportunità del territorio;
  • Invio e accompagnamento ai servizi;
  • Accompagnamento nell’avvio di un trattamento farmacologico sostitutivo;
  • Accompagnamento nel disbrigo di pratiche burocratiche;
  • Contatti telefonici e incontri con gli operatori del Ser.T di appartenenza e/o rete di riferimento;
  • Definizione della situazione legale e supporto nella gestione delle pendenze;
  • Attivazione delle risorse psico-sociali e relazionali della persona;
  • Partecipazione alle attività di cura e pulizia della casa e gestione della quotidianità;
  • Partecipazione ad attività laboratori ali e ludico ricreative;
  • Attività di mediazione linguistico-culturale.

Equipe di lavoro

L’equipe è composta da operatori sociali, educatori e volontari, presenti da lunedì a venerdì dalle 10.30 alle 17.30.